| 1. “Questo sembra decisamente un argomento tecnico per appassionati, perchè dovrebbe interessarmi?” |
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Immagina che tutti gli italiani improvvisamente possano cominciare a trasmettere comunicazioni nell'aria. Immagina che chiunque abbia la possibilità di ricevere un segnale radio possa comunicare con chiunque altro. Immagina che, invece di preoccuparsi di quanta banda* sia necessaria, ognuno abbia un accesso illimitato in trasmissione e in ricezione, tanto da rendere superfluo controllare la dimensione dell'informazione. Hai idea dell'effetto che avrebbe Internet sulle nostre vite e sul modo di lavorare insieme? Moltiplicalo per cento! Rendere libero lo Spettro cambierebbe un sistema di licenze gestite dal governo in un mercato aperto alle idee e alla creatività. Gli effetti sulla nostra economia e sulla nostra democrazia sarebbero inestibabili. *per quanto riguarda l'accesso internet può essere intesa come quantità di dati al secondo(velocità), espressa in Kbit/s o Mbit/s. |
| 2. “Quali sono gli obiettivi da raggiungere per sostenere l'Open Spectrum?” |
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1. Rinnovare il mondo delle trasmissioni senza fili rimuovendo le barriere: norme basate su supposizioni tecniche e gli interessi economici delle aziende del settore che temono di perdere la loro egemonia sui mercati. 2. Concedere, a chiunque ne abbia la possibilità, di connettersi ad Internet, favorendo l'esponenziale sviluppo nelle comunicazioni senza fili indotto dall'aumento dilagante di disponibilità, su Internet, di dispositivi in grado di scambiare informazioni. |
| 3. “Che cos'è lo Spettro?” |
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Si definisce Spettro il range di frequenze sopra le quali possono viaggiare segnali elettromagnetici. Ciò comprende la radio, la televisione, connettività senza fili ad Internet, il controllo a distanza di macchine telecomandate, e qualsiasi altra comunicazione che sfrutti le onde radio. |
| 4. “Chi utilizza lo Spettro?” |
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Chiunque utilizzi una tecnologia senza fili. Ciò comprende le radio, televisori non via cavo, radar degli aerei, telefoni cellulari e cordless, telecomandi per l'apertura di cancelli, apparecchi radio per il controllo dei bambini più piccoli… In breve, se ti trovi nel 21-esimo secolo in un luogo dove sono presenti elettricità e batterie, starai quasi sicuramente usufruendo dello Spettro. |
| 5. “Cos'è l'Open Spectrum?” |
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La politica dell'Open Spectum(Spettro libero) permetterebbe a chiunque di inviare segnali attraverso qualsiasi frequenza, senza dover richiedere permessi, definendo le minime regole necessarie perchè la “Wireless Commons”(Comunità senza fili) possa aver vita.” |
| 6. “L'Open Spectrum è una nuova tecnologia?” |
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Decisamente no. E' un nuovo modello di gestione che considera in maniera più accurata la relazione tra i bit (unità di misura dell'informazione digitale, è un valore binario: 0 o 1), la loro rappresentazione fisica come onde elettromagnetiche nello spazio, e gli strumenti che abbiamo in mano per controllare i segnali (compresa la capacità di implementare architetture di comunicazione che siano distribuite, adattabili e in grado di scambiare informazioni tra loro). |
| 7. “Quanto costa l'Open Spectrum?” |
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L'infrastruttura è già ampiamente presente. Un ulteriore investimento si trasformerà velocemente nell'abbattimento del costo per bit, per le aziende, gli utenti finali e l'amministrazione locale. Inoltre, la possibilità di accedere per tutti, imprenditori, famiglie, inventori e sviluppatori di contenuti, illimitatamente all'informazione e di potersi connettere facilmente con chiunque altro, porterà alla nascita di un mercato innovativo di valore e proporzione inestimabile. |
| 8. “Cosa dice la normativa vigente sullo Spettro?” |
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La FCC (Commissione Federale per le Comunicazioni) ha concepito un sistema dove le le varie porzioni dello Spettro vengono concesse su base esclusiva o condivisa. Se 'esclusiva', allora il diritto di utilizzare queste frequenze sarà attestato da una licenza, che dà al suo possessore l'usufrutto dello Spettro fino alla scadenza della stessa. Se 'condivisa', allora l'accesso allo Spettro sarà ripartito tra più utenti, che abbiano ottenuto una licenza o che utilizzino dispositivi certificati da FCC. Per questo tipo di accesso, FCC ha stabilito un “codice della strada” che limiti le interferenze tra i condivisori dello Spettro. Questo modo di condividere lo Spettro Radio ha preso il nome di “command and control” (comando e controllo). |
| 9. “Com'è nata questa normativa?” |
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Tutto è cominciato nel 1912 in reazione al fallimento del Titanic di mandare segnali di soccorso. Il “Radio Act” (Decreto Legge sulle trasmissioni Radio) del 1912 ha autorizzato il Ministero dell'Economia a vendere le Licenze per le frequenze Radio ma non gli ha dato la possibilità di rifiutare le richieste. Negli anni venti, il gran numero di persone che trasmetteva, utilizzando la tecnologia del tempo, produsse una notevole interferenza tra i vari segnali, una situazione che il “Radio Act” del 1927 decrisse dichiarando che l'“etere” fosse una risorsa di pubblico dominio e dovesse essere distribuita preservando il pubblico interesse. Nella causa “Great Lakes Broadcasting” (1929), la Commissione Federale sulle trasmissioni Radio (successivamente chiamata FCC) dichiarò che seguire il “pubblico interesse” significava, per chi trasmetteva, soddisfare “gusti, bisogni e i desideri dei gruppi più rilevanti tra i pubblici ascoltatori . . . nella giusta proporzione, con una programmazione a tutto tondo, dove l'intrattenimento sia composto da musica, classica e leggera, religione, istruzione, cultura, eventi importanti, discussioni di pubbliche problematiche, meteo, resoconti di mercato, notizie e questioni percepite da ogni membro della famiglia …” E fu così che il Governo Federale divenne il giudice per la scelta dei contenuti. Collegamento La FCC vera e propria è stata fondata come parte del “Telecommunications Act” (1934). |
| 10. “Cosa è cambiato da allora che può rendere possibile l' attuazione dell'Open Spectrum?” |
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La tecnologia si è sviluppata molto dal naufragio del Titanic. Le leggi e le normative attuali mantengono però le limitazioni di una tecnologia risalente ai primi anni del Novecento. L'Interferenza — che è stata considerata una legge della natura — è un artefatto legato alla progettazione delle radio di 100 anni fa. Se l'interferenza non costituisce un problema, allora le ragioni di una spartizione legale dello Spettro perdono significato. In realtà, la premessa fondamentale, che ha condotto alla normativa dello Spettro, non è presente nella tecnologia odierna: non c'è nessuna carenza di frequenze! Non è necessario distribuirle. Al contrario, c'è abbondanza di Spettro! \\Le normative vigenti non ci permettono di beneficiare di questa abbondanza. |
| 11. “Cos'è cambiato a livello tecnologico?” |
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Quando le radio furono inventate, erano concepite per un solo scopo: ricevere il più possibile nella maniera più economica. Erano sempre meno in grado di processare i segnali che dovevano ricevere. La nostra elettronica e le tecnologie rigurdanti i processi di informazione si sono evolute considerevolmente da allora: I ricevitori moderni sono in grado di separare il segnale dal rumore, abbastanza da non necessitare zone morte intorno alla frequenza su cui sono sintonizzati. Ricevitori e trasmettitori sono abbastanza intelligenti da cambiare frequenza, quando si rendono conto che questa è congestionata. Esattamente come permettiamo alle macchine di superare in autostrada, questo incrementa drasticamente il flusso. Le “Software-defined radios” (SDR) - apparecchi radio basati sulla gestione interna da parte di un programma - possono fare molto di più che decodificare semplicemente i suoni ricevuti e riprodurli sugli altoparlanti. Le “SDR” possono essere programmate per codificare qualsiasi genere di dato o informazione. |
| 12. “Cos'è l'interferenza?” |
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La parola interferenza è una metafora. Ed è fuorviante. Tutti sanno che le onde non interferiscono direttamente tra di loro. Come facciamo a saperlo? Prova a dire qualcosa mentre qualcun altro sta parlando. Le tue onde sonore non distorcono quelle delle altre persone. Entrambi i suoni arrivano intatti. Naturalmente, può risultare difficile comprendere ciò che ha detto l'altra persona, ma questo non a causa della deformazione delle onde, una vera alterazione si avrebbe parlando con un cuscino sulla bocca o attraverso un kazoo. Il problema invece sta nell'incapacità del nostro “software” di distinguere le diverse onde. Ugualmente succede con le onde radio. Il disturbo del segnale che causa una cattiva ricezione non è dovuto all'interferenza, ma al ricevitore, che non è in grado di separare il senale dal rumore. I ricevitori moderni sono in grado di farlo. Come risultato, non abbiamo più bisogno di norme federali che, con le loro licenze, sono l'equivalente di far parlare una persona per volta. |
| 13. “L'interferenza è una metafora??? E perchè allora la mia autoradio prende così male?” |
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Le interferenze non esistono di per se stesse. Si parla di interferenza quando un ricevitore non riesce ad isolare l'informazione in un segnale complesso. E' durante l'elaborazione (“rilevamento” o “demodulazione”) che va in confusione, ma la confusione è assolutamente chiara per un rilevatore preciso. Ad esempio, ci sono 3 o 4 modelli standard di demodulatori FM. Ognuno di questi estrae in maniera diversa l'informazione da un segnale modulato in frequenza, così come, in modo diverso, reagiscono in caso di eccesso di segnali. Ma qualcuno può progettare un demodulatore FM che sia altamente in grado di ignorare tutti gli altri segnali. Questo non per dire che dovremmo, ma sicuramente in un periodo di 50 anni, senza imposizioni, saremmo in grado di portare i nostri sistemi di comunicazione verso altri più funzionali e meglio cooperanti tra di loro. La regolamentazione ha protetto per troppo tempo i sistemi deboli dalla competizione e dal progresso. L'interferenza è una metafora. Non si può definire precisamente, a livello tecnico, se non riferendosi al blocco temporaneo di una particolare tecnologia, e in ogni caso, non ha nulla a che vedere con la definizione legale stabilita dalla FCC. |
| 14. “Quanta “Banda” potrebbe fornire l'Open Spectrum?” |
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Questa domanda parte da un presupposto infondato. Si considera lo spettro come una risorsa naturale da proteggere e che perciò necessita di essere distribuita saggiamente e legalmente. In realtà, nessuno Spettro e nessuna informazione ha delle dimensioni fisse. Per esempio, grazie agli algoritmi di compressione, molte informazioni possono essere racchiuse in pochi bit. Più persone si uniranno alla rete senza fili, maggiore sarà l'effetto di crescita, grazie alla cooperazione, in base al quale la rete potrà effettivamente incrementare le sue capacità. Per farti un'esempio, un recente articolo pubblicato sul New York Times parlando di una nuova tecnologia, chiamata BLAST dai suoi inventori ai Laboratori Bell, che sfrutta i riverberi, che affliggono gli attuali sistemi wireless, per aumentare la capacità, la definisce “Lontanissima dalla portata del pensiero della gente.” |
| 15. “Open Spectrum (Spettro libero) e Unlicensed Spectrum (Spettro non concesso) sono la stessa cosa?” |
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No. Lo Spettro non concesso si riferisce a quei range di frequenze per i quali la FCC non ha fornito una specifica licenza ad un utente o ad un operatore, bensì a dei dispositivi certificati che possono essere utilizzati in un segmento dello Spettro designato per l'uso condiviso. Per esempio, la banda 2.4 GHz é proprio di questo genere, ed è, come forse avrai notato, l'unico posto dove le innovazioni, come la tecnologia Wi-Fi e i cordless a lungo raggio, operano. (La lezione: liberare lo Spettro migliora il progresso). |
| 16. “Perchè concedere ulteriori pozioni Spettro condiviso non può essere la soluzione?” |
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Non c'è alcun dubbio che lo Spettro condiviso possa essere d'aiuto nello sviluppo e nella diffusione di nuove tecnologie, ma non permetterebbe un accesso libero e distribuito, in grado di migliorare gli attuali standard socio-economici. Concedendo semplicemente dell'altro Spettro restiamo vincolati ad un'economia basata sui permessi. |
| 17. “E perchè, allora, invece di incrementarlo non lo si condivide completamente?” | |
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Spingere verso l'incremento dello Spettro condiviso significa accettare tacitamente le attuali metafore e i paradigmi. Le meatafore sono obsolete e paradigmi danno legittimità a strutture di potere antidemocratiche che concedono licenze e privilegi solo a pochi giganti economici. Dovremmo invece riordinare un pò le idee. E una volta compreso il problema, noi crediamo che l'Open Spectrum sia la risposta scontata. |
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| 18. “E tutto cambierebbe in un giorno?” |
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No. Se l'Open Spectrum diventasse una norma, le libere forze di mercato sarebbero la marcia in più dell'economia. Una nuova e migliore tecnologia potrebbe velocemente essere dispiegata per eseguire le attività ereditate, le quali verrebbero poi superate, grazie alla libera competizione. Ma perchè questo accada il mercato deve essere libero. Per esempio, questo significa che ognuno potrebbe trasmettere la sua TV via Internet o attraverso le reti senza fili broadcasts over the Internet and wireless networks, senza tentativi di limitazioni agli utenti da parte dei proprietari dei contenuti. |
| 19. “E per quanto riguarda la sicurezza?” |
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La sicurezza non dovrebbe essere implementata con l'Open Spectrum, quanto più non lo sia già nell'Internet attuale. La soluzione migliore è applicarla nei poli della comunicazione, non nel mezzo. In breve: se desideri la sicurezza, usa trasmissioni criptate. |
| 20. “Gli enti militari e di soccorso possono continuare ad avere le loro frequenze protette?” |
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Per prima cosa, riteniamo che le frequenze utilizzate per le comunicazioni da parte dell'esercito (es. radar), così come tutte le altre, sarebbero più sicure e libere da interferenza in un mondo di spettro libero. Questo è un problema che va discusso nei suoi dettagli scientifici, liberi da paure commerciali. In secondo luogo, assegnare le frequenze rende le stesse vulnerabili. Uno degli approcci più vantaggiosi tecnicamente, adottando l'Open Spectrum, consiste nell'operare un “salto di frequenza” che sposta opportunamente le trasmissioni sulle bande disponibili in caso di congestioni. Questo metodo è stato inventato durante la Seconda Guerra Mondiale (e di cui, sorprendentemente, Hedy Lamaar era uno dei due nomi che compariva sul brevetto) per aggirare il fatto che il torpedo radiocomandato potesse essere intercettato avendo una frequenza ben precisa. Se l'esercito preferisce avere il proprio segmento di Spettro perchè vuole permettere agli altri di poter disturbare la frequenza, chi potrebbe fermare i malintenzionati dai loro propositi di creare problemi? Stiamo imparando, a tutti i livelli, che reti libere e distribuite, sono più sicure e robuste di quelle centralizzate e controllate. Questa lezione vale anche per lo spettro. |
| 21. “Cos'è la Banda “Ultra-larga?” |
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E' una tecnologia che permette di trasmettere onde complesse, suddividendole in piccoli impulsi su un'ampio fascio di frequenze. Trasmette in modo da portare minimi disagi agli utenti che in quel momento stanno utilizzando quelle frequenze. Quest'effetto è noto come “underlay” (in sottofondo). |